Riconosciuta crisi industriale complessa per Marghera e Murano.

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“Con l’ufficializzazione del riconoscimento di crisi complessa per l’area di Porto Marghera e aree limitrofe da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, occorre avviare subito un ampio confronto tra le realtà economico – sociali, le istituzioni locali e il Governo nazionale per assemblare tutte le risposte che permettano di delineare un futuro positivo per questa zona strategica, collocata di fronte alla più bella città del mondo”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale Renato Chisso, commentando la firma del decreto di riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa di Porto Marghera e dei territori limitrofi, in sostanza Murano La formalizzazione di situazione di crisi industriale complessa riconosce, in sostanza, che la situazione non è risolvibile in via ordinaria con gli strumenti e le risorse di competenza regionale; che sono coinvolte imprese di grande o media dimensione con effetti sull'indotto e aree o distretti fortemente specializzati in un settore produttivo che manifesta una crisi prodotta dalla domanda internazionale, interessando imprese di una filiera produttiva localizzata in più regioni. “E’ uno scenario che avevamo prospettato già nei mesi scorsi, prima della vicenda Vinyls – ha ricordato Chisso – per il quale ancora nel settembre scorso avevamo richiesto il formale riconoscimento da parte del governo”.
Il Ministero ha ora accertato le condizioni per il riconoscimento, dichiarato con decreto del responsabile della Direzione generale per la politica industriale e la competitività. “A questo – ha ricordato Chisso – dovrà seguire la sottoscrizione da parte del Ministro dello Sviluppo Economico di un accordo di programma e del programma complessivo di intervento, prevedendo l’integrazione ed il coordinamento delle attività e delle risorse di amministrazioni statali, della Regione, degli enti locali e degli altri soggetti pubblici e privati interessati ad investire su tale area. Faccio presente che il presidente Luca Zaia si è mosso in questa direzione convocando nell’ottobre scorso il Tavolo permanente per Porto Marghera e attivando specifici Gruppi di lavoro, che hanno già individuato una serie di possibili investimenti. Si tratta di verificare ulteriormente la loro fattibilità tecnica, economica e amministrativa, in modo da inserire queste progettualità eel programma complessivo di intervento previsto dal decreto ministeriale”.

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