Friulia e Mediocredito: “Via alla riforma”

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Da holding finanziaria a strumento di politica industriale al servizio del territorio e dello sviluppo del Friuli Venezia Giulia. Questo il percorso individuato per la riorganizzazione della finanziaria regionale Friulia, annunciato oggi in un incontro con la stampa dal presidente della Regione, Renzo Tondo, affiancato dall\’assessore alle Finanze e Programmazione, Sandra Savino, e dal presidente della stessa Friulia, Edi Snaidero. Per avviare questa complessa fase transitoria di ristrutturazione, premessa per il rilancio, è stato deciso di
affidare al consigliere di amministrazione Gianmarco Zanchetta l'incarico di direttore generale ad interim. La nomina sarà formalizzata nella riunione del consiglio di amministrazione della finanziaria, convocato nel pomeriggio.

All'avvio del processo di riorganizzazione si è arrivati dopo i passi preliminari decisi dalla Regione: il superamento del sistema di gestione duale, con il ritorno alla "governance" tradizionale e quindi a un unico consiglio di amministrazione, e la nomina alla presidenza di Edi Snaidero, uomo di impresa vicino alle imprese, al posto di un manager finanziario. Queste decisioni hanno permesso di mettere a fuoco criticità e obiettivi strategici della nuova Friulia.

L'Amministrazione regionale – è stato detto in occasione dell'incontro con la stampa – ha ereditato una Friulia autoreferenziale, con una gestione molto complessa, determinata dal sistema duale (consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione), e dalla presenza di patti parasociali con i soci privati, con i quali il percorso di riorganizzazione è stato e sarà concordato. La Regione era insomma azionista ma senza possibilità di un vero controllo.

C'è poi la questione della banca Mediocredito, collegata alla Friulia attraverso una subholding, la Finanziaria MC, di cui però la Regione e la stessa Friulia detengono, assieme, una partecipazione di minoranza, pari al 47 per cento.

Criticità specifiche si sono manifestate anche in alcune delle società controllate. Finest ha condotto operazioni in Serbia non in linea con la sua missione specifica, che è quella di sostenere il processo di internazionalizzazione delle imprese, con esiti antieconomici. Promotur presenta una situazione di perdite strutturali nonostante il piano industriale che la Regione ha finanziato per 200 milioni, perdite del resto ineliminabili per uno strumento concepito come sostegno pubblico all'intero turismo montano.

Da questa "fotografia" della situazione di Friulia, così come ereditata, derivano le scelte strategiche per il futuro. Friulia deve diventare – è stato detto – uno strumento di politica industriale, con tre obiettivi principali: internazionalizzazione (Finest), investimento (Friulia e Mediocredito), infrastrutture
(Autovie Venete).

Mediocredito sarà in parallelo trasformata in una vera "banca del territorio". Ciò permetterà in prospettiva di distinguere tra l'attività di partecipazione al capitale di rischio, che resterà in capo a Friulia, da quella di finanziamento alle imprese, che sarà assegnata appunto a Mediocredito. Sarà così possibile arrivare a una chiara suddivisione di compiti tra Friulia e Mediocredito, realizzando proficue sinergie tra i due strumenti, con la regia di Friulia.

Per raggiungere questo obiettivo si prevede di acquisire il controllo di Mediocredito, facendo entrare le fondazioni bancarie regionali nella subholding Finanziaria MC. Infatti le fondazioni bancarie – è stato detto – hanno un compito diverso dalle banche, sostenere il territorio e non massimizzare i profitti.

Nel rapporto con le controllate, i compiti di staff saranno concentrati in Friulia, mentre le singole società saranno chiamate a svolgere in modo più efficace la loro attività caratteristica, a partire da Finest. Per quanto riguarda Promotur, si prevede di dare nuova veste a questo strumento, superando la forma di società per azioni con fini di lucro.

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