Confindustria: ecco l’Abruzzo che vogliamo

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A seguire il documento di proposte presentato, nella conferenza stampa tenutasi in data odierna a Pescara, dal Presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci, e dai Presidenti delle Confindustrie Territoriali abruzzesi.
CONFINDUSTRIA: L'ABRUZZO CHE VOGLIAMO

Il Patto per lo Sviluppo sottoscritto lo scorso aprile ha rappresentato e rappresenta un importante traguardo per l'Abruzzo in quanto strumento teso a definire, con il concorso responsabile di tutte le espressioni politiche e sociali, un percorso di programmazione virtuoso in grado di rilanciare il tessuto economico e sociale regionale in un momento congiunturale particolarmente delicato e difficile per l'economia.

In tal senso, con la sottoscrizione del documento, le Parti sociali hanno dato dimostrazione di grande responsabilità e visione, con il merito di aver anticipato il Patto sottoscritto a fine luglio dalle stesse Parti sociali a livello nazionale, ben rappresentando una svolta nei rapporti tra politica e società civile e del modo di doversi confrontare e misurare sui problemi concreti.

Il Patto, fortemente voluto da Confindustria Abruzzo, sta rischiando però di mancare i suoi obiettivi e di veder ridotto il suo ruolo a mero confronto formale senza che venga rispettato il programma in esso previsto e senza che vi sia un reale sforzo per la definizione delle strategie e dei relativi impegni finanziari da programmare.

E' necessario pertanto dare nuovo vigore al Patto stesso, cercando di entrare nel merito delle questioni e degli obiettivi prefissati, richiamando al tempo stesso le parti politiche di maggioranza e opposizione, allo spirito di responsabilità e coesione necessario per affrontare questo particolare momento storico.

Ciò soprattutto in relazione a scenari di instabilità politica, finanziaria ed economica estremamente preoccupanti, che stanno riacutizzando la crisi globale, mai del tutto superata, che ha avuto effetti devastanti per l'economia regionale che, in questi anni, è stata la più provata, per PIL e occupazione, tra tutte le regioni italiane.

E' da chiarire, al riguardo, che il mutamento degli scenari, conseguente la crisi economica e finanziaria, può ormai definirsi strutturale avendo comunque determinato la riclassificazione delle economie e della loro capacità di aggredire i mercati, con una forte penalizzazione del sistema produttivo italiano e in particolare abruzzese.

Confindustria ritiene pertanto che finora il Patto abbia mancato gli obiettivi prefissati perdendo una grande occasione. In tal senso, Confindustria Abruzzo dichiara la propria contrarietà a restare ancora nel Patto nel caso non vi sia il mantenimento degli impegni politici e finanziari previsti e più volte dichiarati dalla stessa politica. Tale posizione è motivata, peraltro, dalla stessa situazione congiunturale estremamente delicata che sta portando a immotivati inasprimenti pregiudiziali verso il mondo produttivo con il rischio, anche, di un innalzamento della pressione fiscale che Confindustria non è disposta ad accettare, soprattutto in assenza delle riforme strutturali più volte sollecitate..

Occorre pertanto necessariamente, e senza ulteriore rinvii, dare speditezza e maggiore concretezza alle finalità previste dal Patto, a cominciare dall'incontro con il Governo e gli stessi Parlamentari –cd vertenza Abruzzo che resta l'elemento prioritario qualificante- abruzzesi, volto a sbloccare, recuperare e rendere disponibili tutte quelle risorse e strumenti necessari per ridare respiro ad una regione e ad una economia.

Nel merito, soprattutto nell'ambito del confronto con il Governo, le richieste restano sostanzialmente invariate rispetto a quelle previste nel Patto e che per Confindustria Abruzzo sono le proposte necessarie per affrontare la situazione di grande emergenza che tutte le Parti sono chiamate ad affrontare nei prossimi mesi:

ricostruzione post sisma per le aree terremotate, privilegiando i settori produttivi, e l'attivazione immediata della Zona Franca già prevista per L'Aquila nonché la previsione di procedure amministrative speciali per poter affrontare la situazione di assoluta emergenza in quelle aree;

sblocco, impegno e accelerazione di spesa dei Fondi Master Plan, FAS, Intesa Quadro generale, Fondi strutturali europei, riguardanti sia interventi infrastrutturali che di altra natura economica; definizione di un Piano infrastrutturale che attraverso l'avvio delle opere programmate e la progettazione di nuove darebbe alla Regione un enorme beneficio sia per migliorare la propria dotazione infrastrutturale, e quindi la propria capacità competitiva/attrattiva, sia per ridare fiato all'economia locale, con immediate ripercussioni sull'occupazione e sulla creazione di ricchezza; semplificazione amministrativa e riforma della Pubblica Amministrazione; politiche del lavoro particolarmente orientate all'inserimento dei giovani;

Politiche industriali regionali adeguate a sostenere il sistema economico regionale a cominciare dalle riforme degli enti strumentali di gestione economica. Bene quindi la riforma dei Consorzi Industriali da poco approvata che però va attuata in tempi rapidissimi e inferiori assolutamente ai 180 giorni indicati nello provvedimento di riforma. Urgente inoltre una legge specifica per l'industria di cui l'Abruzzo è una delle poche regioni ad esserne sprovviste.

Immediata approvazione e attuazione del Master Plan Turismo Abruzzo.
La ricostruzione post sisma sicuramente rappresenta un eccezionale volano economico attorno a cui poter sviluppare la ripresa dell'intero Abruzzo, oltre che per i territori direttamente colpiti.
E' questo un capitolo di importanza primaria, che coinvolge peraltro un vero dramma sociale, su cui Confindustria Abruzzo non transige e su cui chiede un immediato confronto e la definizione di un crono programma certo degli interventi, a cominciare dall'attivazione della Zona Franca Urbana di L'Aquila.
Non sono più ammissibili, infatti, ulteriori ritardi e slittamenti dovuti al "rimbalzo" delle responsabilità -spesso connessi a questioni tecnico amministrative e burocratiche- tra i vari enti e organismi preposti alla ricostruzione: il problema va affrontato e risolto con estrema determinazione in tutti i suoi aspetti, materiali, sociali e economici per una ripresa complessiva dei Territori interessati che coinvolgono, in primo luogo, il capoluogo d'Abruzzo.

La ricostruzione, peraltro, costituisce anche una eccezionale opportunità per tutto l'Abruzzo, non solo in termini di ricostruzione materiale ma anche in termini di ridefinizione dell'intera governance politica, amministrativa, economica e funzionale.

Per quanto riguarda i programmi e progetti infrastrutturali si rende assolutamente necessario procedere ad una ricognizione e ad una definizione univoca delle risorse finanziarie disponibili o da ricontrattare con il Governo nazionale, e alla verifica dello stato di avanzamento dei progetti già approvati o presentati dalla Regione Abruzzo e degli eventuali ritardi programmatori o procedurali da rimuovere.

Contestualmente si rende necessario per la Regione, rielaborare e ridiscutere con il Governo una programmazione che, a valere sui vari canali di rifinanziamento, reinserisca l'Abruzzo tra i territori beneficiari di opere strategiche nazionali.

In questo quadro Confindustria Abruzzo evidenzia l'assoluta necessità che la Regione Abruzzo potenzi la sua struttura tecnica amministrativa in modo da poter supportare e governare gli atti amministrativi e procedurali a monte e a valle dei programmi infrastrutturali, al fine di ottenerne rapidamente la cantierabilità e il finanziamento.

Come per i punti precedenti si deve dare immediato avvio agli ulteriori interventi di natura economica (ricerca e sviluppo, energia, sostegno alle filiere produttive, turismo, accesso al credito, sistema formativi), previsti nei vari strumenti di programmazione, ivi compresi i contratti di sviluppo. Al riguardo Confindustria Abruzzo rimarca con preoccupazione i ritardi accumulati nell'impegno e nella spesa del POR FERS 2007 2013, per i quali si rischia di avere il ritiro di parte dei finanziamenti da parte dell'UE.

In ogni caso, sia per quanto riguarda le opere infrastrutturali, la ricostruzione post sisma o le altre misure di natura economica, Confindustria Abruzzo richiede fin d'ora l'ottenimento delle risorse assegnate e l'avvio immediato degli interventi già contenuti e approvati nell'ambito dei vari programmi finanziari, come più volte annunciati dal Governo regionale: in particolare PAR FAS per Meuro 773 complessivi; Fondi ricostruzione ad oggi per Meuro 4.623, Master Plan per Meuro 1.853 complessivi; Intesa generale Infrastrutture per Meuro ancora da quantificare ma presumibilmente intorno a Meuro 962).

(Con riferimento alle infrastrutture prioritarie Confindustria Abruzzo conferma comunque alcune sue richieste come da prospetto allegato).

Capitolo a parte merita la semplificazione amministrativa e la riforma della pubblica amministrazione.

La snellezza dei procedimenti amministrativi, unitamente alla certezza dei tempi, costituisce un tassello fondamentale per il corretto governo del territorio e dell'economia. La burocrazia, come la politica, è vista come il maggiore ostacolo al fare impresa. E' quindi improcrastinabile la necessità di pervenire ad una "normalità" amministrativa, snellendo e semplificando l'apparato amministrativo e le procedure burocratiche, nonché riorganizzando e razionalizzando gli enti strumentali ed amministrativi regionali -a cominciare dall'abolizione o all'accorpamento degli Enti locali- che a fronte di spese ormai non sostenibili non sono in grado di fornire servizi adeguati alla collettività.

Dovrà quindi essere attuata l'effettiva liberalizzazione dei servizi pubblici locali, con la reale applicazione ed osservanza del principio di sussidiarietà orizzontale (coinvolgimento dei privati).

Con specifico riferimento alle procedure di più stretto e immediato interesse imprenditoriale, in perfetta coerenza con la legislazione nazionale, dovranno essere implementate tutte le politiche utili al rafforzamento dei SUAP e delle Agenzie per le Imprese, quali unici riferimenti burocratici per le imprese. Una simile strategia, che affianca quella del superamento dei Consorzi Industriali, avrà l'ulteriore auspicabile effetto di consentire una più efficace e rapida attrazione di investimenti.

Confindustria Abruzzo intende poi rivolgere una particolare attenzione al lavoro e ai giovani * quale leva di crescita e modernizzazione per la nostra società, a cui devono essere date risposte certe e credibili per il futuro. Ai giovani deve essere garantito l'accesso al mondo del lavoro sia attraverso adeguati processi formativi sia attraverso giusti strumenti di inserimento nelle imprese che credono nell'innovazione e nel dinamismo rappresentato dai giovani stessi ma che si scontrano da una parte con le difficoltà congiunturali esistenti e dall'altra con un mercato del lavoro rigido e penalizzante per la competizione globale.

Occorre quindi intervenire, anche a livello regionale, sia attraverso la costruzione di percorsi formativi effettivamente orientati alle necessità del mondo che produce e compete, sia attraverso procedure di inserimento nel mondo del lavoro, ma anche per la creazione di imprese, incentivanti e flessibili: al riguardo si propongono progetti incentivanti per l'assunzione dei giovani piuttosto che per la creazione di imprese giovanili.

Coerentemente, il sistema di Confindustria Abruzzo, da parte sua, assicura l'impegno a favorire al massimo la valorizzazione dei giovani, sia attraverso progetti di inserimento (anche all'interno dei Poli di Innovazione), sia attraverso progetti volti alla creazione di nuove imprese

Per quanto riguarda il settore Turismo, che rappresenta sicuramente una delle componenti economiche a maggiore potenzialità di sviluppo per l'Abruzzo, si rende necessario assolutamente procedere all'approvazione e attuazione del Master plan per lo sviluppo turistico, concordato con le parti sociali interessate già nel 2009, quale strumento fondamentale di programmazione per il comparto.

* Il tasso di disoccupazione giovanile in Abruzzo è pari al 29,5% per la classe di età dai 15 ai 24 anni e al 13,3% per la classe di età dai 25 ai 34 anni (dati ISTAT 2010). Ambedue i dati sono in preoccupante crescita costante (nel 2007 rispettivamente 10, 1% e 17,2 %).

A fronte della situazione di assoluta emergenza che gli scenari congiunturali stanno prefigurando, Confindustria Abruzzo, nel richiamare l'attenzione della politica sulla assoluta urgenza delle priorità su cui intervenire, intende anche riaffermare la richiesta non contrattabile che non vengano previsti ulteriori aggravi fiscali per i cittadini e per il mondo delle imprese abruzzesi che già pagano una fiscalità aggiuntiva insopportabile e anticompetitiva a causa del pregresso deficit sanitario che resta uno dei grandi nodi ancora da risolvere per tutto il sistema Abruzzo.

Piuttosto, come già affermato, Confindustria Abruzzo chiede che per il reperimento delle risorse pubbliche necessarie, si intervenga con assoluto rigore sui costi della politica e della P.A..

La società civile, il mondo produttivo e del lavoro, hanno bisogno di risposte immediate e concrete su temi fondamentali per l'Abruzzo come quelli legati alle infrastrutture – materiali e immateriali – alla ricostruzione, all'accesso al lavoro da parte dei giovani, alla fiscalità, al credito, al sostegno all'impresa e ai territori in termini di attrattività e di aiuto alla competitività, alle riforme strutturali in tema di P.A.. In tal senso, coerentemente con quanto già evidenziato in più occasioni, Confindustria chiede che si pervenga finalmente ad un crono programma degli interventi richiesti, con contestuale specificazione degli organismi/uffici responsabili delle relative procedure di attuazione.

Se quelle elencate restano le priorità, infatti, sono cambiati però i tempi, sempre più stringenti, e gli scenari, che, senza voler fare dell'allarmismo, sembrano prefigurare nuovi e più preoccupanti venti di crisi che richiedono ora più che mai la responsabilizzazione e la coesione di tutte le espressioni politiche e di Governo, in primo luogo, e sociali.

Il richiamo all'etica nella politica, così come nel mondo produttivo e sociale, più volte affermato da Confindustria, è quanto mai evidente. Oggi fare politica richiede vero impegno, competenze e senso di responsabilità, oltre che una assoluta tempestività perché più veloci sono anche i tempi dell'economia.

Confindustria sta dimostrando grande senso di responsabilità e sicuramente conferma la sua disponibilità per ogni forma utile di collaborazione. Ma non ammette più ritardi o omissioni colpevoli.

La situazione non lo permette e le imprese non possono e non vogliono più aspettare.''

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