ANEV: “In Molise 44,2% di occupati in meno per le scelte del Governo”

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Il vento rappresenta una risorsa importante in grado di dare una spinta all’economia di tutto il paese e in particolare delle Regioni del Centro-Sud. Un potenziale su cui grava però il peso della crisi economica e delle scelte del Governo. Emblematico il caso del Molise.
Il vento rappresenta una risorsa importante in grado di dare una spinta all’economia di tutto il paese e in particolare delle Regioni del Centro-Sud. Un potenziale su cui grava però il peso della crisi economica e delle scelte del Governo. Emblematico il caso del Molise, per il quale uno studio realizzato da ANEV (Associazione nazionale energia del vento) e Uil prospetta uno scenario interessante di crescita con un potenziale di 653 MW eolici installati al 2020 e una produzione di 3.372,65Kwh per abitante. Attualmente nella Regione il settore occupa 1.474 addetti di cui 461 diretti e le stime di ANEV e Uil mostrano che in caso di realizzazione degli obiettivi posti al 2020, il settore potrebbe arrivare ad occupare nel territorio molisano 2.289 unità, di cui 762 addetti diretti.

Tuttavia, questa prospettiva di sviluppo, come rileva Anev, ha subito una battuta d’arresto a causa della crisi che ha investito il settore: nel solo Molise si riscontra il 44,2% in meno di nuovi occupati rispetto alle stime di previsione per i primi 6 mesi del 2011 e l’82,7% di nuovi occupati in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo vistoso dei livelli occupazionali rispetto alle stime effettuate e ai trend di crescita nei medesimi periodi dell’anno precedente – sottolinea l’associazione – è l’inevitabile conseguenza del taglio retroattivo degli incentivi e dei tentativi continui da parte del legislatore di penalizzare il settore, tra cui la recente introduzione della ‘Robin Tax’, come anche la mancanza che si protrae da anni di certezze che hanno generato un clima di sfiducia generalizzato tra gli investitori con la conseguente crisi del settore. Queste valutazioni sono emerse nel corso del convegno “La scuola e l’energia eolica. L’istruzione oggi, il lavoro domani”, organizzato ieri presso l’I.T.A.S. “Sandro Pertini” di Campobasso da ANEV, UIL Scuola e IRASE per riflettere sulle prospettive dell’eolico in Italia, sui suoi risvolti occupazionali e sull’importanza dello strumento della formazione per la creazione di un’occupazione più qualificata.

A conferma del fatto dell’enorme potenziale del comparto eolico, ANEV e la UIL stimano che nel 2020 il settore potrà contribuire alla produzione elettrica del nostro Paese con 16.200 MW di potenza e 27,2 TWh di produzione, pari a circa il 7% del consumo interno lordo previsto per il 2020. Innumerevoli le ricadute dell’impiego di energia eolica sul fronte occupazionale con una previsione di crescita, qualora venissero rispettati gli obiettivi di produzione, di 5.000 nuovi addetti nel settore ogni anno per i prossimi 9 anni.

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