Uscire dalla crisi: Tondo, no a localismi,corporativismo,conservatorismo

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Per creare le condizioni affinché il Friuli Venezia Giulia possa uscire dalla crisi, vi sono tre avversari da sconfiggere: il localismo di chi pensa prima di tutto al proprio territorio, il corporativismo di chi difende gli interessi di categoria, e il conservatorismo, che equivale a non capire che i cambiamenti si gestiscono o si subiscono.
Lo ha detto il presidente della Regione Renzo Tondo intervenendo al terzo e ultimo appuntamento con la ''Cattedra di San Giusto'', ciclo di incontri promossi dalla Diocesi di Trieste, dedicati quest'anno alle strade da percorrere per uscire dalla crisi. Assieme al presidente Tondo, al confronto ospitato all'hotel Savoia Excelsior, introdotto dal vescovo di Trieste mons. Giampaolo Crepaldi e moderato dall'ex rettore dell'Università di Trieste Domenico Romeo, hanno partecipato anche il sindaco di Trieste Roberto Cosolini, la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, la presidente dell'Autorità portuale Marina Monassi. Secondo gli antichi greci crisi significava pericolo ma anche decisione, mentre in Cina al concetto di pericolo si affianca anche quello di opportunità, ha messo in evidenza il professor Romeo, il quale ha anche richiamato l'attenzione sul fatto che lo sviluppo di un territorio si basa principalmente sulla sua capacità di attrarre: imprese, talenti, studenti, turisti, compagnie di navigazione, e così via. E se per il vescovo Crepaldi – che ha espresso sbigottimento per la tragedia al Pala Trieste, dove si stava allestendo il palco per il concerto di Jovanotti, rivolgendo un pensiero al ragazzo morto oggi e un sentimento di vicinanza umana e cristiana alla sua famiglia – potremo uscire dalla crisi solo se sapremo garantire il lavoro, quale chiave fondamentale per risolvere la questione sociale, la Regione Friuli Venezia Giulia già molto ha fatto su questo fronte. ''Abbiamo ridotto il debito in maniera importante'', ha ricordato il presidente Tondo.

''Gestiamo la partita delle infrastrutture con nostre risorse, abbiamo ideato percorsi per creare le condizioni affinché un'impresa possa venire qui''. Solo così ''sapremo essere un passo avanti rispetto agli altri quando la crisi, prima o poi, finirà''. Ma in ogni caso, ''per confrontarci con la realtà della difficile congiuntura economica, e fare in modo che l'aumento di ricchezza che si registra in altre aree del pianeta non provochi un calo di benessere per noi, dovremo anche abituarci – secondo il presidente della Regione – a cambiamenti importanti nella qualità della nostra vita''. Ad esempio imparando a preferire lavori nel turismo o in agricoltura piuttosto che davanti ad un computer''. I tre nemici indicati da Tondo si affrontano, secondo il sindaco Cosolini, che ha centrato l'attenzione su come Trieste possa lasciarsi alle spalle la crisi, ritrovando coesione istituzionale e politica, e quindi condividendo priorità e obiettivi in una città troppo caratterizzata in passato dalle decisioni non prese. Tra le cose da fare assieme, il sindaco ha indicato un patto per dare una soluzione rigorosa e seria al problema Ferriera e per migliorare le infrastrutture, in particolare quelle a servizio del porto. ''Altre cose, invece, possiamo e dobbiamo farle da soli'', ha aggiunto, parlando della necessità di valorizzare tre ''materie prime'', quali ''il mare, con il recupero del Porto Vecchio; il sistema della conoscenza e quindi con la capacità di caratterizzarsi come città della scienza; il patrimonio culturale''. Anche per la presidente della Provincia Bassa Poropat la sfida è individuare congiuntamente itinerari di sviluppo.

E tra essi deve figurare un'accelerazione forte sul fronte della bonifica dei siti inquinati, necessari ad ospitare nuove imprese. Parallelamente, secondo la presidente dell'Autorità portuale Monassi, che ha ricordato lo sforzo per creare la piattaforma logistica, quale espansione sul mare delle strutture portuali, occorre anche saper puntare sui giovani. Ai quali però occorre offrire più stabilità e meno precarietà. Il dibattito di questa sera – che si è tenuto davanti ad una folta platea di politici, uomini di chiesa, imprenditori, esperti di economia, finanza, comunicazione, e tanti cittadini – è quindi servito a voltare in qualche modo pagina. ''Colgo un clima nuovo'', ha detto il presidente Tondo, aggiungendo di aver registrato il superamento di certe divisioni e la consapevolezza diffusa della necessità di essere coesi. ''C'è discontinuità con il passato – ha rimarcato il vescovo Crepaldi -, c'è la volontà di avviare un percorso di amicizia civile''. Anche tra Trieste e il Friuli. Che non sono contrapposte ma ''complementari'', secondo Tondo, in risposta ad una domanda proveniente dal pubblico.
Tutti d'accordo, dunque? Su alcuni temi, certamente sì. Su altri un po' meno. Ad esempio sul rigassificatore, argomento introdotto da un ex assessore al Comune di Trieste. Che è strategico, secondo Tondo, il quale ha evidenziato la necessità di una seria politica di approvvigionamento energetico. Mentre il sindaco Cosolini ha ribadito ancora una volta tutta la sua contrarietà. Il confronto di questa sera sarà integralmente proposto da radio Nuova Trieste mercoledì 14 alle ore 16.00 e da Tele Chiara sabato 17 alle ore 21.30

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