Ricominciamo dai punti di forza

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L’anno appena iniziato porta con sé retaggi e problematiche di un 2011 chiuso, diciamolo, all’insegna della negatività. Concetti come “crisi”, “precarietà”, “recessione” sono spettri quanto mai attuali nelle nostre economie.
Swisscanto, una delle principali società svizzere di asset management, propone una metafora che noi abruzzesi, più di qualunque altra popolazione, possiamo purtroppo comprendere molto bene: “la crisi del credito del 2008 è stata la scossa principale, poi vi sono state due forti scosse di assestamento: gli effetti della seconda scossa di assestamento hanno caratterizzato l’intero anno 2011 e il 2012 ci vedrà impegnati nello sgombero dalle macerie. Riteniamo assolutamente probabile che anche nel 2012 vi sia almeno una forte scossa di assestamento. Piuttosto ridotte invece le probabilità di un nuovo terremoto del secolo, nonostante il sistema bancario in forte difficoltà e l’imminente recessione in Eurolandia”.
Insomma, in un clima di incertezza e paura, bisogna comunque continuare a sperare pensando che il peggio è ormai passato e osservando gli scenari internazionali e quelli europeo, italiano e abruzzese attraverso i loro punti di forza.
Considerare gli aspetti “in evoluzione”, le piccole grandi percentuali che manterranno una relativa stabilità o almeno non acquisteranno segno negativo, e, infine, tentare di focalizzare l’attenzione su quelle che potrebbero diventare le “tendenze positive” per il 2012.
Gli 83 economisti interpellati dal “Financial Times” per elaborare una previsione sull’andamento economico del nuovo anno, si sono detti concordi nel considerare la situazione seria, ma non grave. Molti di loro hanno anticipato la sopravvivenza della moneta unica europea.
Secondo le stime, infatti, l’Euro dovrebbe riuscire a venire fuori dalla crisi “più o meno intatto”, assistendo anche ad un lieve miglioramento.
Ancora: i dati economici nazionali (Istat, Bankitalia, Unioncamere, ecc.), parlano di una ripresa economica italiana molto lenta, ma non impossibile. Il più ottimista è il Fondo monetario internazionale che prevede, per i consumi, una crescita superiore al punto percentuale (+1,4%), tutti gli altri centri di previsione, invece, la collocano sotto l'1%. Il tasso di disoccupazione, come analizza il Centro studi economia reale, dovrebbe rimanere stabile tra l'8% e l'8,5%.
L'inflazione, inoltre, potrebbe rientrare leggermente nel 2012, tornando a stabilizzarsi intorno al 2%. Per quanto riguarda l’indebitamento netto, poi, le notizie più confortanti arrivano dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ipotizza un calo forte nel 2012 (dal -3.9% del 2011 al -2.7% del 2012), le previsioni dell’Economist intelligence unit, invece, lo prospettano costante.
E l’Abruzzo? Nella nostra regione lo scenario economico, pur allineandosi al trend nazionale, sembra riservare sorprese. Il 2012, infatti, secondo uno studio condotto da Unioncamere, porterà buone notizie al settore export. Variazioni positive, pari al 3,6% , sono previste per le esportazioni del nuovo anno, nonostante una domanda mondiale meno vivace. Ipotesi che hanno contribuito a far definire l’export abruzzese, un settore trainante per il futuro Prodotto interno lordo.
Del resto, che l’export sia un po’ “l’ancora di salvezza” dell’economia abruzzese, è noto da tempo: già nel 2010 il commercio internazionale era cresciuto in Abruzzo più della media nazionale.
Ottime, in particolare, la performance della provincia di Chieti, che grazie al settore automotive ha contribuito, nel 2011, con un +19,8% alla variazione delle esportazioni italiane (dati Istat).
Questo scenario, quindi, pur rimanendo realisti ci fa salutare l’anno nuovo con un rinnovato entusiasmo: nell’esportazione c’è una risposta alla crisi. Le imprese che esportano, e i loro indotti, lo sanno già. Quelle che ancora non si sono aperte ai mercati esteri, dal canto loro, farebbero bene a considerare questa sfida come un’opportunità. Più in generale, crisi e terremoti ci è toccato subirli, ma punti di forza e opportunità possiamo sceglierli e costruirli.

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