Il dramma dei giovani imprenditori: noi i più esposti alla crisi

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«La politica, in questa situazione di difficoltà, deve essere il capofila economico e morale per guidarci nella giusta direzione. In poco tempo sono stati impegnati 25 miliardi, una cifra che, seppur cospicua, non è assolutamente sufficiente a fronteggiare la brusca frenata che l’economia sta vivendo e che produrrà una perdita di diversi punti di PIL. Chiediamo di irrorare il sistema economico italiano di liquidità per evitare mancati pagamenti al 94% delle imprese italiane e consentire una ripartenza immediata. Chiediamo particolare attenzione affinché non vengano in alcun modo posticipati i pagamenti dalle grandi aziende italiane o estere, committenti delle filiere dei terzisti di tutti i settori, perché sottrarrebbero la liquidità necessaria alla sopravvivenza di tantissime aziende italiane».

E’ l’appello lanciato da CNA Giovani Imprenditori, che anche in Abruzzo deve fare i conti con la drammatica emergenza provocata da Coronavirus, e con il corredo di danni provocati all’economia del Paese e della regione, con attività dimezzate se non addirittura sospese. Una condizione che colpisce il modo durissimo soprattutto le nuove leve dell’imprenditoria, come spiega il presidente regionale Luca Lecce: «Il futuro inizia oggi, mi auguro si possa presto discutere anche delle misure economiche a livello regionale, con un tavolo che spero abbia la sensibilità e lungimiranza di coinvolgere giovani imprenditori e professionisti: dopotutto sono loro, come ci dicono gli esperti, che potrebbero essere i primi a tornare in attività e da loro ci si aspetta lo slancio più forte della ripartenza».

A detta del leader dei Giovani Imprenditori di CNA Abruzzo«dopo aver messo in sicurezza la salute di tutti e non appena riaccenderemo il motore dell’economia, sarà necessario uno sblocco immediato dei cantieri e l’avvio di nuovi cantieri. Bisognerà accelerare sulla infrastrutturazione digitale del Paese. Bisognerà garantire alle imprese un sistema di finanziamento in grado di rispondere alle effettive necessità delle imprese. Un sistema che sappia anche valutare e sostenere i progetti più innovativi e promettenti. Bisognerà assicurare una ripresa dell’economia “leggera”, senza appesantimenti burocratici. Bisognerà incrementare la spesa pubblica e privata in ricerca e sviluppo in tutti gli ambiti di attività. La situazione di emergenza che viviamo ci sta insegnando che solo investendo in ricerca e sviluppo sarà possibile affrontare le sfide del futuro e garantire ai propri cittadini livelli di sicurezza adeguati»«Questa volta anche noi piccoli, abituati a fare affidamento solo sui nostri mezzi – conclude – abbiamo bisogno di coraggio e supporto e chiediamo allo Stato e alla Regione quella vicinanza e tempestività decisionale che ci permetterà di andare avanti per il bene del nostro Paese».

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