Autotrasporti: Riccardi, “Fronte comune” anche con Carinzia

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La Regione condivide e fa nuovamente proprie le forti preoccupazioni delle associazioni di categorie dell\’autotrasporto merci del Friuli Venezia Giulia a fronte all\’acuirsi della crisi del comparto dovuta alla possibilità da parte dei vettori dell\’Est Europa di poter svolgere la cosiddetta attività di cabotaggio, cioè di trasporto delle merci, non solo sui grandi tragitti internazionali ma anche tra località italiane. A sostegno, dunque, della difficile situazione (negli ultimi 5 anni in Friuli Venezia Giulia hanno chiuso oltre il 20 per cento delle imprese di autotrasporto, con picchi del 27 e del 26 per cento a Trieste e Gorizia) l'assessore regionale alla Viabilità e Trasporti Riccardo Riccardi ha inviato negli scorsi giorni al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli una lettera nella quale invita il Governo nazionale a richiedere all'Unione europea l'adozione della "clausola di salvaguardia a tutela delle imprese dei territori confinanti con la Slovenia".
La lettera dell'assessore Riccardi al ministro Matteoli fa seguito ad una presa di posizione sull'argomento assunta a fine gennaio dalla Giunta regionale, proprio sulla base delle sollecitazioni giunte dalle categorie economiche interessate.
L'adozione da parte della Ue di tale clausola imporrebbe per un periodo complessivo di 12 mesi l'impossibilità da parte degli autotrasporti esteri di operare nel nostro Paese nell'ambito di tali operazioni di cabotaggio.
Lo ha reso noto oggi ad Udine lo stesso assessore Riccardi ai rappresentanti regionali e provinciali delle categorie dell'autotrasporto (Confindustria, API, Confartigianato, CNA-Fitae FAI), che avevano sollecitato un intervento da parte dell'Amministrazione del Friuli Venezia Giulia. Per l'assessore Riccardi è però necessario, a questo punto,cercare di fare un "fronte comune" – anche per il tramite del sistema delle Camere di commercio – tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia (toccata dallo stesso problema) affinché i due Governi nazionali, quello italiano e quello austriaco, possano con forza interloquire a Bruxelles con la Commissione europea.
Solo la Ue, infatti, può varare questa clausola di salvaguardia a tutela degli autotrasportatori italiani ed austriaci e soprattutto carinziani e del Friuli Venezia Giulia, più pesantemente interessati dalla situazione.
Secondo i rappresentanti dell'autotrasporto regionale questo provvedimento, per la durata di un anno, sarebbe in grado (accanto ad un'estensione dei controlli sugli automezzi ai confini) di dare un po' di ossigeno al comparto, che altrimenti rischia letteralmente di scomparire o di delocalizzarsi quasi completamente fuori dai confini nazionali.
Un problema, è stato accennato oggi, che se sino a poco tempo riguardava l'autotrasporto del Friuli Venezia Giulia, ora si sta estendendo anche al Veneto ed al Trentino-Alto Adige.

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