Chiaravalle (AN) sceglie la cultura e parte con “Er Carnevale sta pe’ finì”

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Divertente, molto divertente! E a tratti anche capace di suggerire riflessioni sulla vita di oggi, il nostro quotidiano non sempre senza complicazioni. Il testo di Massimo Russo e Nicola Guerzoni, “Er carnevale sta pe’ finì”, andato in scena in anteprima al Teatro comunale di Chiaravalle (AN), dopo 18 anni di repliche e pur riproponendo la Roma Papalina di “memoria rugantina”, è sempre efficace. Lo dimostrano le risate e gli applausi del pubblico alle battute e alla performance della compagnia Eureka, arricchita per l’occasione dalle ballerine della coreografa Alina Bianchi e guidata da un sempre bravo Massimo Russo, regista e per l’occasione anche “Quinto er sediaro”, protagonista della commedia. Ventuno persone in scena, tra attori e ballerine, musica, costumi e sullo sfondo una scenografia, dipinta a mano, realizzata dagli studenti di una scuola secondaria superiore di Jesi che si sono lasciati ispirare dagli acquerelli dell’artista Ettore Roesler Franz, rappresentanti la Roma sparita che ha suggerito anche l’opportunità ad artisti locali di realizzare la mostra “Chiaravalle sparita”, in locali attigui al teatro. La commedia in due atti “Er Carnevale sta pe’ finì” sarà replicata fino al 7 novembre ogni venerdì, sabato e domenica alle 21 (la domenica è previsto anche uno spettacolo alle ore 17). La stagione teatrale 2010/2011 di Chiaravalle è quindi partita, grazie allo sforzo dell’amministrazione comunale che ha deciso di investire comunque in cultura, nonostante l’esiguità dei fondi a disposizione per far quadrare il bilancio comunale! “Abbiamo fatto un grande sforzo – ha dichiarato il sindaco Daniela Montali – per garantire il minimo vitale al teatro. Restiamo fortemente convinti che la cultura è una molla per lo sviluppo del territorio è non è vero che un Comune che investe nel teatro più che solo ed esclusivamente nelle infrastrutture sia un Comune sprecone. Per questo i sacrifici fatti con queste decisioni non devono essere percepiti come spreco, ma come investimento nello sviluppo. Non si tratta, infatti, solo di fruizione, ma anche di produzione locale di cultura”.
“Il teatro come centro culturale – ha aggiunto l’assessore alla Cultura, Lorenzo Fabbri – si è aperto alla cittadinanza e ha fatto capire ai cittadini l’opportunità che rappresenta, perché, come la biblioteca, non è uno spazio chiuso del sapere, ma un’occasione di confronto”. Dopo gli appuntamenti con “Er Carnevale sta pe’ finì” la stagione del Teatro comunale proseguirà con alcune rassegne di teatro amatoriale (previsti anche due musical con la band dal vivo) e per ragazzi e con il cartellone AMAT che porterà sei opere e molti attori: sulle tavole del palcoscenico Luca Zingaretti, Edy Angelillo, Bebo Storti e Marina Suma. (c.c)

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