Le Marche a Norimberga per il salone mondiale dei prodotti biologici

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Al Centro esposizioni di Norimberga dal 16 al 19 febbraio si svolge Biofach 2011, la principale manifestazione fieristica europea del settore biologico, a cui si affianca quest’anno Vivaness, il Salone della cosmesi naturale e del wellness. Sono previsti oltre 2.500 espositori e il flusso di visitatori professionali nel 2010 ha superato le 43mila unità.
Biofach presenterà quest'anno alcune aree dedicate ai temi caldi e alle tendenze del settore biologico, dall’equo-solidale alla moda verde, dai vini agli oli di oliva biologici.
“La Regione Marche – sottolinea il vice presidente e assessore all’Agricoltura – sin dalla prima edizione ha partecipato a questo evento e anche quest’anno mantiene la sua presenza, anzi, a conferma dello stato di minore sofferenza di questo particolare settore dell’agroalimentare, si registra una più ampia partecipazione di aziende rispetto agli anni precedenti”. Ben 16 sono infatti le imprese ospitate in un’area di 190 metri quadrati posta al padiglione 4 (stand 214) dove trovano spazio le principali Regioni italiane oltre che Buonitalia.

Le produzioni rappresentate sono quelle della pasta nelle varie tipologie e prodotti base (semole di frumento duro, farro, kamut), delle conserve, caffè d’orzo, cereali, legumi, vino ed olio. Per questi due ultimi prodotti si riscontra un incremento di aziende rispetto agli anni precedenti: ben 8 per il vino e 7 per l’olio extravergine di oliva biologico.

Un progetto di ricerca scientifica recentemente finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole ha individuato nelle Marche uno dei tre casi di studio analizzati e finalizzati all'individuazione dei parametri per la definizione dei distretti biologici. In particolare la nostra regione è stata individuata quale rappresentante per il Centro Italia grazie all'importanza rivestita dall'agricoltura biologica nel territorio regionale e per la notevole quantità di dati forniti inerenti il settore. Settore al quale si sta valutando l’applicazione degli accordi agro ambientali d’area, che, come nel caso della Valdaso, hanno dato risultati rilevanti

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