Buon compleanno Italia!

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La ripresa? Ci si aspettav a molto di più, almeno stando alle dichiarazioni pubbliche di governo e governanti, ma forse si trattava soltanto della solita favoletta di Natale, perché la realtà ritrovata a inizio anno parla anc ora di salit e da affrontare, sperando, come sempre, che siano le ultime, mentre tutto intorno regna un immobilismo da paura. La disoccupazione giovanile è a livelli quasi indecenti, le famiglie arrancano e non parliamo delle aziende che stanno ancora aspettando una boccata di ossigeno. Tra le tante ricette che si trovano in questo periodo, somministrate da quello o quell’altr o economista e dottore, non sembra sia stata ancora individuata la formula magica che sia in grado di farci uscire dal pantano. Certo è che appare sempre più ovvio che questa società ha una forte necessità di ritornare a essere credibile, sotto molti punti di vista e quindi, in ambito di credibilità, è opportuno giocarsi la carta della qualità, dell’etica, delle scelte migliori. Forse è una tiritera vecchia come il mondo, ma è opportuno ric ordare che il made in Italy deve tornare a essere made in Italy, dall’idea, alla realizzazione e fino al c onfezionamento: non si può partire subito da una bugia, spacciando per italiano ciò che, invece, di italiano ha solo un packaging e a volt e nemmeno quello, ma soltant o il nome di un’azienda. La fierezza di ciò che siamo stati e la volontà di tornare ad esserlo. La genialità degli avi che torna forte nel nostro bagaglio genetico. Il Belpaese e gli italiani che si riappacificano, tornando l’uno orgoglioso degli altri. E viceversa. Approfittiamo di questo compleanno della nostra Italia per “rientrare nei nostri panni”, per riconquistare stima e consensi dei Paesi che lavorano con noi, quelli vicini, c ome quelli, ad esempio, della macroregione adriatico – ionica, o quelli che con l’Italia hanno rapporti commerciali e di scambi di know how. O soltanto di quelli che ci guardano, da lontano, pensando ormai che siamo solo un bluff, perché totalmente diversi da ciò che dipinge la pubblicità.

Happy birthday Italy!
The recover? We had more expectations, at least after the public declarations of government and governors. Unfortunately the reality of the beginning of the year talks again about rises to face. It’s more and more obvious that this society has a real necessity to be believable again, and therefore it’s right to play the card of the quality, ethics, of the better choices.
Perhaps it is a rigmarole old as the hills, but it’s correct to remember that the made in Italy trademark  must remain made in Italy, from the idea, to the realization and till the confection. We can use the birthday of our nation “to put again in our shoes”, in order to conquer again respect and consents of the countries that work with us, those neighbours, like those of the Adriatic- Ionic macro regions, or those that have trade relations with Italy and exchanges of know how. Only for those who are watching us, from abroad, they think by now, that we are only a bluff, because completely different from what the advertising shows.

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