Un patto per l’occupazione nell’artigianato

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Un protocollo “per l’occupazione e la competitività del settore artigianato nel sistema economico e produttivo della Capitanata” è stato sottoscritto, il 18 aprile 2011 presso la sede provinciale di CONFARTIGIANATO, tra CGIL, CISL, UIL e le associazioni CONFARTIGIANATO, CNA e CASARTIGIANI di Foggia. Con l’accordo, le parti si impegnano a “dare avvio e continuità al confronto rispetto ai processi di sviluppo e crescita economica ed occupazionale che riguardano il sistema articolato e diffuso della piccola e media impresa e dell'artigianato, individuando nella programmazione partecipata lo strumento del pieno coinvolgimento dei soggetti sociali economici e istituzionali, sia a livello comunale che sovra comunale”.

Pertanto, i firmatari intendono “dar vita a proposte ed azioni convergenti tra gli attori istituzionali, economici e sociali, rivolgendo ai vari livelli di governo la richiesta di idonee occasioni di confronto ed interventi coerenti”. CGIL, CISL, UIL, CONFARTIGIANATO, CNA e CASARTIGIANI individuano le priorità condivise: organizzare, da parte dell'Amministrazione Provinciale, la prima Conferenza Provinciale sull'Artigianato, anche al fine di predisporre il primo piano triennale di sviluppo dell'artigianato Dauno; istituire nel Bilancio provinciale un apposito capitolo di spesa per gli interventi relativi alla promozione e al sostegno dell'artigianato tradizionale; istituire presso ogni Comune, o più Comuni associati, lo Sportello "Sviluppo Impresa"; favorire e supportare la creazione, il consolidamento e lo sviluppo delle imprese artigiane;promuovere l'avvio di iniziative di sviluppo locale.

Altra priorità indicata è “sostenere la creazione di aggregazioni e reti di imprese, soprattutto alle filiere in grado di qualificare, specializzare e contraddistinguere le peculiarità produttive del territorio”. E’ altresì fondamentale “coordinare, qualificare e rendere più efficaci le iniziative di promozione commerciale per affermare il made in Capitanata, e potenziare le politiche di sviluppo del turismo integrato e del marketing territoriale, anche valorizzando l'artigianato tipico artistico e tradizionale con opportune iniziative di aggregazione, di promozione commerciale, di logistica, quali marchi, azioni di marketing, rete commerciale ed altro”.

Per CGIL, CISL, UIL, CONFARTIGIANATO, CNA e CASARTIGIANI bisogna “definire modalità e livelli più avanzati e qualificati nella contrattazione decentrata di secondo livello, aziendale o territoriale, nelle p.m.i. e imprese artigiane della Capitanata, affrontando gli aspetti della trasparenza nei metodi del reclutamento della manodopera, del rispetto e dell’esigibilità dei diritti normativi e salariali, delle pari opportunità, delle condizioni di lavoro e della sicurezza, della qualificazione e valorizzazione delle professionalità, delle iniziative per elevare i livelli delle competenze dei lavoratori. In tal senso le parti si impegnano a definire un Protocollo sulle Relazioni”.

L’intesa sottoscritta impegna inoltre a “promuovere la formazione professionale e la qualificazione delle competenze in rapporto alle reali peculiarità e potenzialità produttive delle p.m.i. e delle imprese artigiane del territorio, attivando compiutamente gli strumenti e le risorse della bilateralità, nonché dando seguito agli impegni assunti dalla Provincia con il patto formativo”.

CGIL, CISL, UIL, CONFARTIGIANATO, CNA e CASARTIGIANI giudicano prioritario: promuovere e incentivare la certificazione ambientale delle aziende; favorire la conoscenza, l'informazione e il confronto tra lavoratori e aziende sulle dinamiche inerenti all'integrazione tra i fattori della produzione e dell'ambiente, alla tutela della salute e della sicurezza; monitorare e accelerare i processi di bonifica di siti produttivi dismessi elo inquinati; avviare progetti per promuovere la valutazione e la certificazione della responsabilità sociale delle imprese”.

Il protocollo, in conclusione, impegna CGIL, CISL, UIL, CONFARTIGIANATO, CNA e CASARTIGIANI a “realizzare, con il coordinamento della Prefettura un Protocollo Provinciale per la Legalità, nel quale stabilire priorità e risorse da impiegare per far fronte ai fenomeni criminosi e di illegalità presenti nel territorio e particolarmente nei settori economici e produttivi. In tale quadro vanno inserite le azioni di contrasto dell'Abusivismo e le iniziative tese all'emersione del lavoro nero. A tal fine, vanno recepiti, integrati e resi funzionali all'intero territorio provinciale gli strumenti e le azioni già promosse per settori specifici o per aree (protocolli settoriali, protocolli locali, DURC)”.

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