Come si danneggiano le politiche turistiche

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“L’ultima versione del Decreto Sviluppo introduce un diritto di superficie sul demanio per venti anni senza modificare, di fatto, il vero problema del rinnovo e la possibilità, dunque, di chiudere l’infrazione europea e di evitare di indire aste a evidenza pubblica per le attuali concessioni turistico balneari; una boutade pre-elettorale inutile e dannosa”. Queste la parole di Claudio Albonetti, Presidente nazionale di Assoturismo. “Eravamo riusciti a far slittare alla data del 31 dicembre 2015 una risposta ufficiale in sede europea da parte del Governo italiano e adesso, con questo decreto, diamo un segnale diverso all’Europa, una specie di risposta, che a noi proprio non soddisfa! Avevamo ottenuto i giusti tempi per poter costruire una strategia adeguata per le 30 mila imprese, con altrettante famiglie e collaboratori, che da decenni operano sulle nostre spiagge valorizzando il territorio e il turismo delle coste, esclusivamente contando sulle proprie risorse. Adesso invece sono messe a repentaglio e potranno sparire a favore di chissà quali avventurieri e speculatori”.
E quindi?
“Il Decreto deve essere stralciato! Se le cose rimangono così è impossibile impostare una strategia di investimento per le imprese che operano nel settore, alla base, sottolineo alla base, del turismo. Qui colpiamo gli operatori della spiaggia, il cuore del turismo italiano. Ma non si era detto che il turismo doveva essere il punto di partenza per poter uscire da questa crisi economica? Come possiamo fare dei piani di investimento se ci sono i pericoli che molte concessioni finiscano all’asta pubblica? E’ assurdo solo pensare che questo decreto non preveda la tutela delle strutture mobili (ombrelloni, lettini, cabine – ndr) che sono la base dell’attività, tranne rare eccezioni, di tutti gli operatori della costa Adriatica! Solo nel Tirreno esistono delle vere e proprie mega imprese turistiche sulle spiagge dotate di stabilimenti, piscine, campi da tennis, ristoranti e discoteche. Colpire le spiagge e gli operatori che ci lavorano, vuol dire colpire tutto l’indotto che la spiaggia produce, pensiamo solo a bar, ristoranti, negozi, ma anche tutti quegli esercenti che, se pur situati nei centri storici delle città di mare, vivono di un economia riflessa grazie ai
bagnanti”. La questione si deve quindi dibattere in sede europea?
“Certamente, anche se su questo ci sarebbe molto da dire. L’Italia in Europa non è rappresentata in maniera efficace, questo è ahimè un dato di fatto. Pochi funzionari, pochi dirigenti, pochi parlamentari; al contrario tanto, troppo assenteismo sui banchi di Strasburgo dei nostri eurodeputati. Il lavoro che si dovrebbe sviluppare in sede comunitaria è scarso ed inefficace, a tutto vantaggio degli altri Paesi membri. Le linee guida che l’Europa detta non sono più influenzate positivamente dall’attività politica italiana. Un comparto economico come il nostro, quello del turismo, merita e necessita di un'attenzione molto più elevata in tutte le sedi di governo. Danneggiare le politiche dell’economia turistica è solo sinonimo dell’affondamento dell’economia italiana”.

As the tourist policies are demaged
The last version of Decreto Sviluppo introduces a surface right on the state property for twenty years
without to modify, the real problem of renews and the possibility, to close the European infraction and to
avoid to call public auctions for the actual bathing tourist concession; a pre-electoral wisecrack useless and harmful”. These are words of Claudio Albonetti, president of Assoturismo. “We were able to slip to the date of 31st December 2015 an official answer in European centre from the Italian Government and
now, with this decree, we give a different sign to Europe. We had obtained the correct times in order to construct an adequate strategy for 30 thousand enterprises, with as many families and workers, than
from decades operate on ours beaches valuing the territory and the tourism of the coasts, exclusively betting on own resources". Therefore? “The Decree must be removed! If there will not be changes it will
be impossible to set up a strategy for the enterprises working in the tourist field. We hit the workers, the
heart of the Italian tourism". The problem must therefore be debated in the European centre? “Surely. Italy in Europe is not represented in an effective way, this is a fact. Few employees, few managers, few parliamentarians; on the contrary a lot, too much absenteeism of our European members on the benches of Strasburg. The guidelines laid by Europe are not more influenced positively by the Italian political activity. To damage the policies of the tourist economy is only synonymous of the sinking of the Italian economy”.

www.assoturismo.it

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