IV Conto Energia: il “made in Europe” paga

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Quando usci la prima bozza del Quarto Conio Energia, il decreto che rivede il sistema degli incentivi per la produzione di energia elettrica da parte di impianti fotovoltaici, l\’unica cosa data per certa era che i bonus si sarebbero ridotti gradualmente fino al 2016. Lo scopo era quello di fermare la grande speculazione di cui il settore era stato protagonista tra il 2007- 2010 e di priviligiare gli impianti integrati sugli edifici, piuttosto che i grandi sistemi a terra. Per il resto, nebbia totale. Dopo mesi di bozze riviste, tavoli di lavoro con associazioni di categoria e scherma¬glie tra ministri (Romani e Prestigiacomo non concordavano sul momento di erogazione dell'incentivo), il decreto è stato puPblicato in Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12 maggio 2011. Però un dubbio è rimasto. Il nuovo sistema di incen¬tivazione prevede delle tariffe incrementate per premiare le buone pratiche come la rimozione delle coperture in eternit, la costruzione di piccoli impianti integrati su edifici e la realizzazione in aree "marginali" quali aree industriali, miniere o discariche. La "pietra dello scandalo"è contenuta nell'articolo 3, comma 1 del DM 05/2011 che prevede un 10% di incentivo in più per gli impianti il cui costo di investimento, per quanto riguarda le componenti diverse dal lavoro, sia almeno per il 60% riconducibile ad una produzione realizzata all'interno dell'Unione europea. A questo punto la domanda sorge spon¬tanea: come fanno le azienda proprietarie/produttrici di un impianto a certificare la provenienza made in Europe? "Effettivamente la norma così propo¬sta era farraginosa – commenta ring. Paolo Gianoglio – executive director di ICIM, Ente di Certificazione italiano particolarmente attivo nel settore delle rinnovabili. Sarebbe stato sufficiente prendere un pannello di provenienza cinese e "rimpacchettarlo" con un marchio di provenienza europea, raggi¬rando in modo rapido e particolarmente semplice la norma. Fortunatamente il 12 luglio scorso il GSE ha pubblicato sul proprio sito le regole applicative del IV Conto Energia che assicurano chiarezza e trasperenza verso tutti gli opera¬tori". Specificatamente al tema, queste stabiliscono che la verifica dei moduli e di tutte le condizioni che danno accesso al riconoscimento delle tariffa incentivante dovranno essere attestate attraverso un certificato di ispezione di faPbrica, detta Factory Inspector, rilasciato da un ente terzo notificato a livello europeo nel settore fotovoltaico . "In sostanza – spiega ring. Gianoglio – solo gli enti appartenenti all'IECEE possono emettere il certificato di ispezionarene di fabbrica riconosciuto a livello internazionale. In particolare, l'ispezione controlla la conformità dei moduli che si trovano in fabbrica al modulo di prova e la qualità del prodotto oltre alle certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e OHSI8OOÌ. Questa barriera è stata pensata per aiutare la nascente industria nazionale che, in caso contrario, sarebbe schiacciata dalla concorrenza indo-cinese". L'ispezione di fabbrica è l'unica certificazione obbligatoria. Le altre certificazioni che attestano il valore di qualità e tenuta nel tempo sono facoltative, ma stanno acquistando un valore di mercato sempre più significativo. Come ricorda l'Ing. Gianoglio "nel settore del fotovoltaico sta nascendo un mercato di seconda generazione alimentato dalla società di leasing il cui obiettivo è rivendere impianti già pronti. Le certificazioni facoltative garantiscono gli impianti, costituendo un valore aggiunto maggiormente spendibile sul mercato".

IV Conto Energla: the "made In Europe" has value
When Ihe first draft  of Quarto Conto energia was pubblished, the decree about Ihe incentives on Ihe production of energy by phovoltaic panels, Ihe only sure thing was thai Ihe benefit should be gradually reduced until 2016. The aim was lo stop Ihe big speculation that involved Ihe sector in the period 2007-2010 and to favour the system inte¬grated on Ihe buildings instead that the big system on Ihe ground. Alter meny months of draft and revises, Ihe decree n. 109 has been published on Gazzetta Ufficiale of 12th May. But there is a dubl. The new system of incen- tivalion previews Ihe Increased fees in order lo award the good action like Ihe removal of elernit cover, the coslruclion of small system on the buildings and Ihe realization In Ihe "secondary" areas like Ihe industrial ones. The scandal was in the article n.3 of MD 2005/11 Ihal previews an incentive ol 10% lor Ihe system whose cost of investment, is not less of 60% for a production realized in Ihe European Union. Bui how can Ihe companies owners/manufacturers of a system to certify Ihe origin made in Europe? Paolo Gianoglio engineering, executive director of ICIM, autorily of certification in Ihe renewable sector, has declared: "Fortunately on 12thJuly GSE has pubblished on the web site the rules of Quarto Conto Energia thai assure clarity and openness to all the workers". A certificate of factory Inspector is issued by a third authority and notified at European level in the photovoltaic sector. The Eng. Gianoglio explains ."Only the authorities belonging to the IECEE (IEC System of Conformity Assessment Schemes for Electro technical Equipment and Components) can issues of inspector certificate(lhe only one compulsory certificate), recogni¬zed at international level. The other certification are not obligatory. Gianoglio affirms: "In the sector of photovoltaic is being born a market of second generation raised by the leasing sociely whose aim is to resell systems ready tor use".

www.icim.it

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