Carrara mette all’asta i suoi blocchi di marmo

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Dalle cave 600 tonnellate per finanziare opere di beneficienza

Chi ha detto che il marmo è una pietra fredda? Non lo è di certo se ogni blocco di marmo potrà contribuire a una buona causa e ad alleviare sofferenze. Questo lo spirito che ispira l’asta dei blocchi di marmo di Carrara, un evento unico al mondo per le sue caratteristiche e per i “pezzi” battuti, che le aziende del marmo, in gran parte proprietari di cave, organizzano oggi, 14 dicembre, a Carrara. I battitori dell’asta offriranno ai compratori qualcosa come 600 tonnellate di marmo: 26 blocchi giganteschi di un peso medio compreso fra le 20 e le 26 tonnellate, che – come già accaduto in occasione della prima asta di questo tipo, attuata in modo sperimentale l’anno scorso – saranno in gran parte ricomprati dagli stessi proprietari delle cave delle Apuane, con lo scopo immediato di finanziare opere e interventi di beneficienza a favore in particolare di centri sanitari e ospedalieri di eccellenza che insistono sul territorio della provincia di Massa e Carrara.

A promuovere questa raccolta straordinaria di fondi che saranno ricavati dalla vendita dei blocchi di marmo delle cave di Carrara ma anche dalle opere, oggetti e complementi di arredo realizzati con il marmo, sarà la Fondazione Marmo, una ONLUS che è stata costituita per ribadire il fortissimo legame che esiste fra questo prodotto di eccellenza, il territorio e le comunità locali.

I fondi raccolti saranno infatti utilizzati per rispondere alle numerose richieste di aiuto di associazioni no profit, Enti, istituti scolastici e aziende socio-sanitarie presenti nel territorio.

Anche se i contenuti e le caratteristiche dell’asta rappresentano un unicum, il modus operandi sarà quello tipico di un’asta che mirerà a far salire le quotazioni e che si porrà come obiettivo prioritario quello di massimizzare il risultato e instaurare sul territorio un forte presidio in grado di attestare costantemente un rapporto virtuoso di collaborazione, comprensione e condivisione fra la filiera economica più importante, per appunto quella del marmo, e le esigenze sociali della comunità.

Imprese del marmo, laboratori di scultura, cave e artisti hanno messo a disposizione blocchi marmorei, oggetti di marmo, sculture, complementi di arredo, lampade, vasi e bottiglie di vino stanno lavorando da settimane a questo evento che si terrà nell’edificio industriale della Marmi Carrara, appena restaurato. L’asta, preceduta dall’esposizione dei blocchi e degli oggetti, vedrà come battitori: l’imprenditore Alessandro Corsi per i blocchi e l’architetto Corrado Lattanzi per gli oggetti.

Lo spirito dell’asta di oggi è evidenziato con chiarezza e trasparenza dal bilancio di sostenibilità (realizzato anche in questa seconda edizione con il contributo scientifico di ALTS, Alta Scuola di Impresa e Società della Università Cattolica del Sacro Cuore) ed è interpretato come uno strumento essenziale per realizzare un costante nuovo inizio e, al tempo stesso, un tuffo nel passato nel quale attingere le energie e gli stimoli per il futuro.

“È la consacrazione di un legame con il territorio – prosegue Lucchetti – che non è e non potrebbe essere casuale, perché dal territorio, dal contatto con il cuore delle nostre montagne che nasce e si ripropone anche il patto che lega le imprese alla comunità estesa, condividendo problemi, aspettative e speranze comuni”.

 

Ecco i principali numeri contenuti nel bilancio di sostenibilità:

 

ANDAMENTO DEL SETTORE

960 milioni di euro di fatturato

62,8% di questo fatturato distribuito ai fornitori

15,1% ai collaboratori e a chi lavora nelle aziende

7,9% alle pubbliche amministrazioni sotto forma di tasse e imposte

 

13,3% reinvestito nella crescita e nella tecnologia delle imprese

210 milioni di euro di materiali grezzi esportati

350 milioni di euro di lavorati esportati

Più del 15% del Pil della provincia di Massa Carrara

Più del 7% dell’occupazione, in lieve ma significativa crescita

 

AMBIENTE e RESPONSABILITA’ SOCIALE

Nel 2017 e in accelerazione nel 2018 il settore lapideo di Massa Carrara si è dotato di due strumenti operativi essenziali:

 

Carrara Marble Way

Costituita dalle principali aziende del settore, sin dal primo anno della sua operatività grazie all’applicazione di nuove tecnologie e alla ricerca svolta in collaborazione con Università, ha “trattato” più di un milione e mezzo di materiali derivati di cava, ponendo più basi per un riutilizzo degli stessi in vari settori, nella logica di un’economia circolare evoluta.

 

Fondazione Marmo

Nata su iniziativa di imprese del settore lapideo aderenti a Confindustria Livorno Massa Carrara, ha raccolto e raccoglie risorse da investire nel territorio di Massa Carrara, a favore della comunità locale. Grazie ai Fondi raccolti ha già sostenuto venti progetti per un valore superiore ai 350.000 euro.

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