L’allarme di Confindustria Marche del Presidente Paolo Andreani

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E’ forte il grido di allarme e di preoccupazione che ci proviene direttamente dalle nostre imprese o tramite le nostre Associazioni Provinciali. Nella nostra regione si palpa il disagio degli imprenditori nostri associati che fanno fatica a riprendersi e a lavorare. Non parlo dei casi già noti a tutti , ma delle centinaia di aziende, ad esempio con 30 o 50 dipendenti che operano sul mercato interno, ormai da tempo stagnante, che soffrono di carenza di domanda, non sono proiettate all’estero ed hanno difficoltà di accesso al credito. Per molte di esse se permangono le situazioni attuali si possono prevedere solo alcuni mesi di ulteriore sopravvivenza.
Il clima che si respira tra gli imprenditori è di forte disagio nei confronti della politica per la mancata volontà o l’incapacità di vedere realizzate a breve alcune scelte inderogabili per far risalire la fiducia nei mercati e negli operatori.
Condividiamo pertanto l’azione della nostra Presidente Marcegaglia che ha rappresentato al Governo le nostre istanze con richieste e punti precisi su cui operare.Se ascoltata,ci aspettiamo quindi provvedimenti e riforme immediate che vadano a favore della ripresa avendo il nostro paese rispetto agli altri Paesi dell’UE, anticipato ed accentuato la frenata internazionale.Sempre più pesante è divenuto invece l’ammontare del suo debito pubblico e sempre più alti i suoi tassi di spesa pubblica e di prelievo fiscale.Non è più rinviabile quindi il risanamento dei conti pubblici a cui deve però associarsi una politica economica volta al rilancio delle prospettive di crescita della nostra economia.
Occorre recuperare competitività e creare un ambiente più favorevole all’attività d’impresa, all’offerta di lavoro, alla formazione di capitale umano.
Non si può assistere inerti a questa spirale. E' in gioco più della credibilità del Governo la credibilità del Paese, all’estero stiamo perdendo considerazione ed il Made in Italy da solo non basta più. Ora si aggiunge anche il declassamento in A2 di Moody’s. Sono a rischio anni e anni di sacrifici.
Per questo le imprese hanno deciso di lanciare una proposta che indichi a tutti – Governo, Parlamento, forze politiche di maggioranza e opposizione, parti sociali, tutti gli italiani – pochi punti essenziali di forte discontinuità.
Non è quindi un documento contro la Politica , ma un appello alla Politica di intervenire bene e nell’immediato.
Per salvare oggi l'Italia e per rilanciare la crescita occorre affrontare cinque questioni prioritarie:

Spesa pubblica e riforma delle pensioni
Riforma fiscale
Cessioni del patrimonio pubblico
Liberalizzazioni e semplificazioni
Infrastrutture ed energia

Gli imprenditori marchigiani, che mi onoro di rappresentare, vogliono esternare con forza la loro piena condivisione delle proposte avanzate dalla nostra Presidente , dall’ABI, e da tutte le altre forze economico-sociali per salvare l’Italia e tornare a crescere.
Occorre però produrre un immediato e profondo cambiamento, capace di generare più equità, maggiore ricchezza e riduzione dello stock del debito e per far questo è necessaria la maggiore coesione possibile.
Dobbiamo urgentemente cambiare passo ed esprimere uno sforzo comune in grado di far sì che l'Italia continui ad essere uno tra i primi Paesi manifatturieri del mondo e possa far conto su un forte e dinamico sistema dei servizi. Tutte le imprese sono pronte a fare la loro parte.
Dal Governo è stato preannunciato il varo entro metà ottobre di un piano di rilancio economico che ci auguriamo sia definitivo e reale, con misure incisive e consistenti che ci permettano di lavorare tranquilli e di poter dedicare in futuro tutto il nostro tempo esclusivamente alle nostre imprese.
Le Marche, come noto, hanno risentito pesantemente della crisi internazionale ed oggi faticano più dell’Italia a tornare a crescere. Lo vediamo sia nei valori della produzione, che dell’export.
Se non verranno adottati – come previsto – quei provvedimenti ritenuti necessari, gli imprenditori delle Marche decideranno di manifestare pubblicamente il loro disagio, nonché di attivarsi per ottenere subito risposte concrete.
Molti sono in questi giorni i contributi di vari colleghi imprenditori che rappresentano posizioni condivise, ma anche individuali.
Gli imprenditori marchigiani desiderano porre in essere tutte quelle azioni che permettano anche alla nostra regione, in difficoltà, di tornare a crescere ed è per questo che stiamo lavorando con le altre Associazioni di categoria per individuare una strategia comune condivisa, con punti prioritari da presentare alle Istituzioni Regionali e se ascoltati, rendere operativi a breve.

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